Cronache Perforatrici - dimostrazioni di viaggio
 

 
Titolo: Cronache Perforatrici
Autore: Paolo Zerbini
Editore: Lampi di stampa
Collana: TuttiAutori

Trasportati dal nostro essere, forgiato dal dna, forgiante la vita, ci troviamo a navigare fra le prime pagine, on-line, de “I giri di Raul. Esercizio di scrittura rettilinea. Dettagli e ritagli”: narrativa.

Una Citroën Pallas DS, la Dea, blu presidenziale (Il colore dell’altezza/cielo e profondità/mare. Le Séducteur, di René Magritte), perfetta, a lucido in ogni particolare, veicola le pagine virtuali, in reali, nella Piccola Atene mantovana. Aprile 2011.

Autore: Paolo Zerbini.

Egli ci ricorda con la chioma lunga, castana, scura, che ritrova corta, mesciata, bionda. Rimane fedele la nostra voce. Ci appuntiamo: vista & udito. Vent’anni dopo; a pochi chilometri dall’Università e dalle serate Erasmus.

Sfogliamo e leggiamo stralci dell’ultima versione: “Cronache perforatrici. Dimostrazioni di viaggio”. La sensazione è di vivere, contemporaneamente, l’essenza di tutte le pagine, in diretta – passato<>presente<>futuro<>passato. Mixati, in circolo – condotti dall’estro e dal crono del protagonista.

Ci osserva da dietro lenti Ray-Ban.

In quello che a pag. 170 si presenta in Sommario, risulta evidente, riconfermato, il motivo del nostro essere trasportati.

Sommario
I

Giravolte dei vent’anni, fughe d’amicizia e intervalli, uscite di casa sfrontate, curiosità e lavori per caso, scorazzate nei tubi di vento, partenze beate e spensierate
II
 Esplorazioni commerciali, incarichi, mandati e firme in calce, missioni temporanee, trasferte di lavoro remunerate, carte di credito, note spese, stress, problems
III
 Viaggio d’andata e ritorno all’inferno

Nell’aria: jazz.

Si apre a pag. 101. Il nostro occhio raccoglie: “Un Boeing 747 della Mexicana sta sorvolando la Baia di Biscaglia. Sto leggendo Blaise Cendrars.”

Siamo in conversazione. Intanto che ci parla della prossima trasferta all’estero, la pagina si fa 102.

Troviamo: “La parte più interessante della vita è l’azione, senza un’esperienza diretta il racconto non è credibile. Almeno secondo Cendrars. Come quegli imprenditori che dicono che in Italia si fa troppa poesia e pochi fatti. L’export manager ha a che fare con l’azione, ma anche con il denaro, tutti i giorni, e tratta il denaro altrui con rispetto, ma anche con leggerezza quasi fosse virtuale, raramente lo vede o lo tocca, vede i pagamenti e le fatture ancora aperte, vede delle esposizioni.

Ah, già, è la citazione “Se volete veramente conoscere un paese andateci a lavorare” (Charles Kuralt, a life on the road)” l’incipit, a pag. 77; mentre il libro è dedicato, a pag. 5, “a due uomini con la valigia Franco Arquati e Attilio Ferrari”.